Circa una settimana fa nella nostra classe, è arrivata una circolare inaspettata: ci invitava a partecipare ad un’uscita didattica in occasione della settimana della musica. Saremmo andati alla masseria “Francesca”, in agro di Crispiano, e avremmo imparato a ballare la pizzica al ritmo del tamburello.

Il 9 maggio è arrivato ed eravamo pronti per l’uscita. Alle ore 8.00 siamo saliti sull’autobus in fretta, felici di essere usciti dalla scuola. Durante il viaggio eravamo allegri e festosi ma non potevamo usare il telefonino. Arrivati a destinazione siamo stati accolti dall’aria della campagna, dal nitrito dei cavalli e da due signori gentilissimi che hanno prospettato come si sarebbe svolta la giornata.
Hanno raccontato cosa fosse la “Taranta”, cioè un ragno cheanticamente, andava a mordere le persone(generalmente le donne) di campagna e le faceva diventare pazze. Così si scoprì, grazie alle nonne, un modo per liberarsene: quello di ballare. Nacque così la Taranta, un ballo famoso ancora oggi giorno.
Con l’aiuto degli istruttori abbiamo cominciato a cimentarci nel fare piccoli passi. Prova e riprova siamo riusciti a ballare e a sbellicarci dalle risate e addirittura anche i professori sono rimasti coinvolti in questa magnifica danza allegra e antica. In quel momento non abbiamo sentito più la necessità di usare i telefonini in quanto il divertimento era assicurato. Meraviglioso è stato accarezzare il morbidissimo pelo dei cavalli e immergerci nella natura. Quella che doveva essere una giornata noiosa, in poco tempo, si è trasformata in unabellissima giornata di allegria e spensieratezza!Sono tornata a casa estremamente stanca ma felice di aver vissuto una così coinvolgente esperienza.

Roberta Marangella 2^C

 

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