Nell’ora di Cittadinanza e Costituzione abbiamo parlato in classe dell’inquinamento, soprattutto nel nostro territorio. Abbiamo studiato che l’inquinamento è un problema che affligge molte città, italiane e non. E questo non solo a causa di comportamenti non corretti degli abitanti, ma anche per la costruzione sconsiderata di impianti o fabbriche. Un esempio per tutti? L’Ilva, uno stabilimento molto grande costruito nella città di Taranto, nel quartiere Tamburi.
Tanti, nei decenni passati, hanno visto l’Ilva come un’opportunità vitale di lavoro e di guadagno. Può anche essere vero ma… oggi le statistiche ci rendono un terribile bilancio: l’Ilva è stata un’occasione per ammalarsi gravemente e morire. Quante morti per tumori e cancro!
Anche gli animali, come mucche e pecore, sono stati contaminati dalle sostanze tossiche e dall’inquinamento dell’aria, per cui pure gli alimenti che abbiamo consumato hanno avuto una ricaduta negativa sulla nostra salute. Per questo si è stati costretti ad abbattere migliaia di esemplari, tra ovini e caprini.
È un problema che sconvolge e fa paura, soprattutto perché non mi risulta che, al momento, ci siano risposte e soluzioni al problema. Già, ma chi deve darle queste risposte e a chi spetta trovare soluzioni ai problemi?
Io, che abito a Grottaglie, un paese in provincia di Taranto, dalla mia finestra vedo questa città sempre coperta da una nube grigia. Che tristezza…
La diossina, emanata nell’aria dalle ciminiere altissime che si intravedono anche passando con la macchina, la respiriamo tutti i giorni e tutte le notti, 24h su 24. Il vento alza tutte le polveri “sottili” dall’asfalto e le fa volare, attraversando la città.
Ho capito che è davvero un grosso problema. Mi chiedo che cosa è più giusto: garantire posti di lavoro agli operai o far male alla propria ed altrui salute, facendo salire l’indice di mortalità?
E poi: a scuola ho studiato i diritti del fanciullo; non è forse un mio diritto vivere in un ambiente sano? Non è un mio diritto respirare aria buona? Non è un mio diritto mangiare cibi genuini e non contaminati?
Dicono che siamo un popolo progredito. Ma si può parlare di “progresso” in un paese dove non posso uscir fuori a giocare perché l’aria che respiro è inquinata, dove non ci sono aree verdi, dove rischio di ammalarmi seriamente e… morire prima del tempo?
Mi piacerebbe sapere se, chi governa, qualche volta pensa davvero al bene dei cittadini, oppure pensa solo a come “far soldi”.
Forse, prima di tutto, va tutelato il diritto alla SALUTE dei cittadini!!!
Per favore, io ho voglia di godermi la mia vita: voglio che sia sana e felice. Voglio giocare all’aperto, abitare in una città “pulita”, realizzare i miei sogni… È proprio un sogno irrealizzabile? SOS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Francesco Schiena
Classe 1^ G

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