Mentre eravamo tutti tranquilli a fare lezione, si aprì la porta, senza neanche chiedere permesso, entrarono due militi, chiesero il nome di una ragazza, una certa Giuseppina M., e indicarono dove era seduta. Si avvicinarono, la presero come un orciolo e se la portarono. Questa, sbalordita, guardava tutti… quegli occhi non li dimenticherò mai, come per dire, ma perché solo me…?

Questa è una delle tante testimonianze di ciò che accadeva durante il regime fascista, i racconti di quegli anni sono impressi nelle menti di quei pochi che sono ancora in vita. Io e la mia classe, la terza D, abbiamo avuto la fortuna di poter ascoltare il racconto della signora Maddalena Pellegrino che insieme a noi ha fatto un salto nel passato e ci ha descritto i momenti più difficili suoi e della sua famiglia, antifascista, nel vedere la rovina dell’Italia in quegli anni bui, dall’avvento del fascismo alla seconda guerra mondiale.
Siamo rimasti tutti catturati dalle sue parole, dalle vicende familiari, scolastiche, politiche e sociali vissute dalla signora Pellegrino prima e durante la seconda guerra mondiale. È sempre più difficile poter avere informazioni storiche direttamente dalla fonte, perciò per noi ragazzi è stata un’occasione speciale, irripetibile…
Non ci siamo lasciati sfuggire neanche una parola! Così ci siamo armati di registratore e videocamera per consegnare alla storia, alla nostra storia, l’esperienza diretta.
Quando parlava nessuno le toglieva gli occhi di dosso, eravamo tutti concentrati nel suo racconto, avrebbe parlato per ore e noi l’avremmo ascoltata.
Il viso della signora Pellegrino lasciava trasparire le emozioni che provava mentre raccontava ciò che le era successo ed è stato quello che ci ha colpito di più: non una fredda narrazione dei fatti come avviene attraverso i libri di storia, ma gli eventi così come sono stati umanamente vissuti.
Perciò ringraziamo la signora Pellegrino per averci dato questa speciale opportunità.

Chiara Basilico 3^ D

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