Secondo Herbert Read “l’arte può essere la base dell’educazione”. Una perfetta coesione tra arte e educazione permette a quest’attività creativa di svolgere la funzione sociale a cui aspira. In particolare, la scuola nel suo svolgersi, deve puntare sullo sviluppo esperienziale di pratiche e di metodologie proprie dell’arte contemporanea e della didattica riferite al mondo e alle nuove visioni; adattando i contenuti più rilevanti della produzione dell’artista in modo che siano godibili e fruibili dai ragazzi e da tutti.
L’opera d’arte contemporanea diventa punto di partenza fondamentale per conoscere la visione del mondo dell’artista che l’ha creata, ma anche veicolo per raccontare “materie” differenti e apparentemente lontane dall’arte, arricchendole di nuovi stimoli e nuove percezioni.
I ragazzi vengono coinvolti a tutto ciò che è trasmesso loro con passione; inoltre, più sono indagati e approfonditi gli aspetti tecnici e specifici di una tecnica o di un Artista più il loro coinvolgimento è totale e attivo.
E in questa intervista si scoprono l’emozione e la ricaduta per la scelta dell’artista, una donna che ha saputo cogliere nel dolore la catarsi per la risoluzione della propria vita e tutto ciò serve per approfondire, indagare… andare oltre. E solo quando si ricomincia prendendo sul serio le proprie domande e urgenze che stanno sotto il desiderio di significato, il vero e il bello che ci costituiscono, la realtà quotidiana apre il suo tesoro di occasioni, d’incontri, di scoperte.
Chi è per te Frida Kahlo? Racconta le tue emozioni.
Maria Angela B.: Frida Kahlo, amante dell’arte, dei colori e della scrittura, è stata una ragazza che nella sua vita ha dovuto subire molte sofferenze. È nata, infatti, affetta da un problema molto grave: la spina bifida. Inoltre, nel 1925, ebbe un terribile incidente che la portò a un’ingessatura della quale fu “prigioniera” per tre anni. Subì, infatti, molte operazioni chirurgiche, che spinsero i suoi genitori a regalarle un letto a baldacchino con uno specchio, dandole la possibilità di creare degli autoritratti. Abbiamo voluto, quindi, ricreare nuovamente dei quadri in suo onore, che ora decorano e abbelliscono la nostra Scuola, come una sorta di “consolazione” nei suoi confronti, ma non solo: desideravamo anche rendere omaggio a una donna, che, con la sua grande forza di volontà è riuscita a “creare” nonostante le sue mille difficoltà. Questi quadri sono divenuti anche protagonisti della mostra “Omaggio a Frida Kahlo”. Per noi ragazzi, la realizzazione di quest’omaggio, grazie alla professoressa De Vita M. Cristina, non ha avuto solo uno scopo artistico e scolastico, ma ci ha portato anche a riflettere sulla forza e la determinazione di questa ragazza, che è stata sicuramente, un esempio per noi, insegnandoci a non arrenderci davanti alle difficoltà.

Giulia L’A.: Cosa si può dire di una donna così bella, brava e soprattutto forte come Frida? Beh… Si può dire che è stata una grandissima artista, una ragazza che ha affrontato i tanti problemi della vita con coraggio e determinazione, e nonostante avesse un problema grave alla schiena e fosse costretta a stare a letto, non ha perso la passione che aveva per il disegno, infatti, ha continuato. Ed io la ammiro moltissimo. Sono onorata di aver realizzato un quadro che la rappresentasse e anche se ci ho messo molto tempo e molto impegno, sono felice di averla ricordata in questo modo.
Sono felice di aver conosciuto la sua storia e non la dimenticherò mai.

Stefano M.: i suoi colori sono giusti e vivaci e sono rimasto affascinato dal suo stile. E’ la professoressa di Arte che mi ha dato l’opportunità di conoscerla e apprezzarla.

Alessia F.: quando sono stata coinvolta nel Progetto di Frida Kahlo, mi sono sentita felice perché l’Arte mi appassiona molto. Frida era una donna “selvaggia” e la sua storia è molto struggente. Per me è stata una bella esperienza, mi ha coinvolto molto e ci ho impiegato tanto tempo per riflettere e realizzarlo il mio lavoro. Ogni giorno aggiungevo un dettaglio in più e alla fine è uscito un bel lavoro, sia a me sia agli altri compagni coinvolti.
L’Arte è molto bella e per me tutti i disegni sia fatti bene, sia fatti “alla svelta” sono sempre opere d’arte perché fatte dalle nostre mani e dalla nostra mente.

Kira G.: Questa Artista mi ha trasmesso la sofferenza ma allo stesso tempo la gioia di vivere e di realizzare il proprio sogno. L’Arte secondo me era la sua valvola di sfogo.

Elena L.: Realizzare un lavoro su Frida Kahlo è stata un’esperienza molto bella e sono molto orgogliosa di averlo fatto perché mi ha insegnato molto sulla sua filosofia di vita.

Cira F.: Frida Kahlo ha saputo trasmettermi gioia, e mi ha insegnato che nella vita le mille difficoltà che si presentano devono essere vinte andando avanti, senza mollare mai perché alla fine i sogni e le speranze più belle si esaudiscono solo se, veramente, ci credi…

Ginevra P.: Questa Artista mi ha suscitato una forte emozione perché nonostante tutte le avversità della vita, i suoi quadri non raccontano tanto la tristezza ma la vivacità del suo carattere.

Noemi E.: I quadri dipinti dall’Artista Frida Kahlo che ho conosciuto attraverso l’insegnante di Arte e Immagine, esprimono secondo me la tristezza nonostante i colori e lo evinco dagli sguardi dei ritratti ma allo stesso tempo riesce a dare tanta giosità per gli accostamenti azzardati dei colori. Tutto questo mi ha trasmesso molte emozioni e sentimenti e ho compreso i suoi stati d’animo. Mi piacciono molto i suoi quadri e come dipinge.
Così queste emozioni hanno preso a correre, crescendo e accelerando i battiti nello scandire del tempo, come un uragano di colori nuovi, brucianti… e come invisibili nastri di seta legano l’amore per ciò che è cultura, sapere, storia della nostra umanità, tesoro di civiltà inestimabile, degna di perpetrarsi nel tempo e lasciarsi trasportare dalle menti giovani di noi ragazzi.

Alessia Fedele, Stefano Micera classe 2^ A; Maria Angela Bromo, Giulia L’Assainato, classe 2^ B; Kira Gasparro, Elena Leone, Cira Fornaro, Ginevra Prete, Noemi Esposito classe 2^ C

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